Dalla strada alla tavola a Phnom Penh
 

foto: Kate Westfall

Pur registrando una ripresa dopo decenni di guerre, genocidi e povertà, in Cambogia si sta ora assistendo a una crescita economica esponenziale, pur nell’ambito di una recessione globale. Lo sforzo maggiore è da attribuire alle innumerevoli Ong, agli aiuti internazionali e alle Nazioni Unite. Sebbene i vantaggi non sempre raggiungano le masse, nella capitale Phnom Penh alcune ONG sono impegnate esclusivamente nell’assistenza ai senza casa e alla povertà infantile, varando progetti rivolti al comparto agricolo e a quello della ristorazione e della ricettività.
A inizio settembre 2009 sono stata una settimana in Cambogia per completare il periodo di tirocinio sulle cucine locali e mi sono immediatamente innamorata della gente, della cultura, e ovviamente del cibo locale. Solo 30 anni fa Phnom Penh era completamente evacuata e in rovina a seguito del regime dei Khmer Rossi di Pol Pot. Oggi, dopo l’esodo dalle campagne circostanti della popolazione rurale analfabeta, questa brulicante città ospita un elevatissimo numero di bambini di strada che si mantengono facendo l’elemosina o vendendo acqua in bottiglia, cartoline e oggetti di vario genere, o finiscono nel giro della droga o della prostituzione.
L’Ong Mith Samlanh opera dal 1994 per togliere i bambini dalle strade e reinserirli nella società sia attraverso il sistema scolastico, riunendoli alle loro famiglie, oppure inserendoli nei programmi di orientamento professionale. Il settore tessile, quello dell’estetica e quello meccanico sono tutte opzioni commerciali percorribili, ora anche due ristoranti a Phnom Penh offrono formazione e lavoro agli ex-bambini di strada. In entrambi i locali si respira un’aria di ottimismo a partire dagli ambienti, rallegrati da arredi vivaci e opere realizzate dagli stessi ragazzi. Al Friends The Restaurant, gli studenti dei corsi più avanzati lavorano come cuochi, camerieri o al ricevimento. Il menu “fusion” comprende piatti occidentali e asiatici. Ho provato le polpette di maiale e manzo con aglio e miele, dall’involucro dolce e appiccicoso e speziate e saporite all’interno, mentre ho trovato il filetto di pesce alla griglia in salsa verde tenero e delicato.
Al Romdeng invece si servono piatti della cucina tipica cambogiana. Ai ragazzi che vi lavorano insegnare ad apprezzare ed essere orgogliosi della propria cultura fa parte del loro processo di integrazione. Il menu comprende piatti delle varie regioni del paese, e fa apprezzare agli apprendisti le differenze e connessioni esistenti tra loro e con l’intero paese. Nello spirito di rispetto culturale ho ordinato le tarantole fritte, e se anche non posso dire che la specialità mi abbia convinta (dà l’idea di masticare dei gusci di gamberetti stantii) il piatto mi è stato servito con eleganza e orgoglio.
Una volta completato il loro apprendistato, molti giovani trovano lavoro nei migliori ristoranti e hotel di Phnom Penh e altre città. Accingendosi a consumare un piatto ben preparato e servito con grazia in uno di questi due ristoranti si sa che il piatto che si ha davanti è molto più che un semplice pasto.

Per informazioni, www.streetfriends.org.

Friends The Restaurant
215 Street 13, Phnom Penh

Romdeng
74 Street 174, Phnom Penh

 
 
 
www.unisg.it

— Kate Westfall