| |

foto: Mark Molloy

|
Se l'edonismo richiama subito alla mente gli anni Sessanta del secolo scorso e l'amore libero, nella vita di Katie Phelan, studentessa del Master UNISG, l'edonismo acquista un sapore tipico del ventunesimo secolo. Se l'accezione indica sempre il prevalere del piacere sul dovere, nella nostra società ultra-carrieristica, la versione di Katie Phelan la porta a seguire un unico intento: “Vivo assecondando le mie passioni, da edonista. Faccio ciò che desidero, non penso al denaro ma a essere felice.” Questa sua determinazione l'ha guidata in un percorso che, oltre a studi di arte, letteratura e linguistica inglese, design e moda, l'ha portata a lavorare come meccanico e food writer e, più recentemente, a iscriversi all'UNISG.
Trasferirsi da Dublino a Colorno potrebbe provocare uno shock culturale. Eppure per questa venticinquenne irlandese non è stato così. Ridendosela, dice, “È la città più grande in cui abbia mai vissuto. Prima d'ora non avevo mai abitato in un appartamento. Certo, definire Colorno una grande città è piuttosto insolito, vero?” Scopriamo che Phelan è cresciuta in una fattoria nella regione agricola a nord di Dublino, e il suo rapporto col cibo è cominciato presto, visto che in cascina la sua famiglia allevava pecore, capre, mucche, polli e anatre e coltivava verdure biologiche.
Dopo la laurea, Phelan ha lavorato per tre anni nell'officina meccanica del padre, prima che il richiamo edonistico riemergesse e decidesse di viaggiare per un anno, prima sulla transiberiana, in Russia, poi sotto il sole australiano. Rientrata in Irlanda, Phelan ha avuto l'opportunità di lavorare come food writer per la rivista Image. Un'attività eclettica, che continua a piacerle, come lei stessa sottolinea: “È stata una rivelazione. Mi sono resa conto di essere felice stando seduta a una scrivania, circondata di libri e cibo… Se potessi scegliere, sarebbe la carriera che fa per me.” L'idea di continuare gli studi in questa direzione aveva già attecchito e la ricerca in tal senso l'ha portata all'UNISG, un percorso per approfondire la sua passione. Oltre a questo, la sua conoscenza e il suo amore per l'Italia l'hanno fatta decidere definitivamente: “Gli italiani mi piacciono molto, perchè sono passionali, e ammiro il loro atteggiamento nei confronti della vita, del cibo e della famiglia. Adoro questo Paese!”
Le dimensioni ridotte del campus di Colorno hanno cambiato il concetto di università della studentessa, che sottolinea come si sia trovata in una sorta di “microuniversità”, ma è rimasta positivamente colpita dai contenuti del corso di studi, che le ha offerto la possibilità di approfondire temi come sostenibilità, arte medievale, storia dei prodotti locali. La cosa che più l'ha entusiasmata è stato incontrare studenti di paesi diversi, perchè “ti consente di riconsiderare le tue origini e di vedere le cose da una prospettiva diversa, più oggettiva, rispetto alle cose migliori e peggiori della tua cultura di provenienza.”
Che cosa dunque porterà, oltre al piacere, quest'anno di studio in Italia alla nostra edonista del ventunesimo secolo? Phelan sta cercando di “porre le basi conoscitive per poi fare le cose che amo”, sia che si tratti di food writing, di un altro lavoro nel settore alimentare, o imparare cose sul cibo e la cucina. L'indecisione deriva dal fatto che sia gli insegnamenti che gli insegnanti sono tanti e talmente diversi…”
Questa varietà di esperienze si sposa bene con il suo approccio alla vita, perché le apre molte strade in cui convogliare la sua passione. Da ultimo, Phelan afferma: “ho intenzione di raccogliere tutta questa conoscenza e impiegarla per migliorare me stessa e costruirmi una carriera, nell'ambito del food writing o di quello che sarà.” Dopo una breve pausa, segue l'ironica ammissione di un'edonista che parla di se stessa: “Sai, potrei ancora cambiare idea.”
|