“P” come Parma: piacere e passione
 

foto: UNISG

Vivere in Italia è una palestra continua. Un esempio per tutti: apprezzare la lentezza, come rallentare i ritmi e riappropriarsi dei piaceri più semplici, molti dei quali hanno come iniziale la lettera “p”.
Il primo esempio è la città dove vivo: Parma, una località traboccante di gradevolezze in “p”. Gli edifici del suo centro storico sono tinteggiati a colori vivaci nei toni del giallo, del blu, del verde, del rosso, persino dell'indaco. Il sole primaverile ne accentua i contrasti come per i fiori che improvvisi sbocciano sugli ippocasatani del Parco Ducale. Il parco è il secondo esempio di “p” parmigiana, dove il divertimento è assicurato, specie per una straniera rigida e senza televisione come me… Ovunque un susseguirsi di effusioni pubbliche. Mai viste tante in vita mia! Perlopiù si tratta di ragazzini e ragazzine, e perlopiù di baci, espressione disinvolta della loro passione adolescenziale.
La terza “p” è il Po, che scorre a nord di Parma, dove si possono scorgere i fagiani mentre muovono i loro strascichi reali dalle sfumature smeraldo. Questa selvaggina da piuma non è solo bella da vedere, ma anche ottima da mangiare. Quando, passeggiando con il mio ragazzo, ne superiamo qualche esemplare, gli chiedo di cacciarne uno per me, cosa che certo sarebbe più probabile in un paese di pistoleri come gli Stati Uniti d'America. Qui è illegale e in quanto ospite di questo paese, e perdipiù trovandomi in un luogo così speciale, non mi permetterei mai di trasgredire. Per fortuna i cuochi di Alma, la scuola di cucina dove pranziamo ogni giorno, di tanto in tanto ci propongono un delizioso fagiano.
L'ingrediente mancante al tema in “p” per descrivere abbondanza e gusto è il pane. Per nostra fortuna la panetteria pugliese di Parma ha alleviato più di una volta la voglia di pane di molti amici. Per conquistarsi gli ospiti a cena basta preparare una bruschetta di pane pugliese. Certo, abbiamo anche un debole per la pasta, sempre abbondante come il Prosecco che la precede.
Per concludere devo omaggiare i due prodotti più famosi di Parma (e che hanno anche contribuito al mio aumento di peso): il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma. Già lo conoscevo prima di trasferirmi qui, ma ora non posso fare a meno del Parmigiano, che acquisto al mercato contadino biologico: in due ne consumiamo mezzo chilo la settimana. Ogni tanto facciamo un pasto tematico in “p”, a base di Parmigiano, prosciutto, pane, Prosecco e… Puccini. Perfetto!
Piaceri semplici: una passeggiata nel parco, la speranza di un fagiano, una merenda a base di prodotti con la “p”, uno scambio effusioni con il tuo ragazzo. Insomma: un Posto Pieno di Passione!

 
 
 
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— Sophie Esser