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Sapevate che in Giappone il sushi, i soba e la tempura sono considerati cibi “fast food”, risalenti al periodo storico conosciuto con il nome “Edo”*? Il sushi, lavorato a mano, e mangiato velocemente e con faclità, comparve per la prima volta alla fine dell'era, e divenne subito un cibo speciale del periodo. Contemporaneamente si diffuse l’usanza di andare al ristorante, mentre bancarelle ambulanti di tempura, soba e anguilla arrosto apparvero nelle strade per soddisfare i bisogni della gente comune. C'erano anche sushi con konoshiro gizzards shad, dalla baia di Tokyo, sushi pressato con pagro pescato nel Mare Interno del Giappone**, e Dengaku (spiedini di cibo grigliato e candito con miso). I soba, all’epoca, erano cosiderati ideali per calmare la fame, mentre oggi ricoprono il ruolo di un pasto leggero, generalmente consumato in piedi ad una bancarella. Si ritiene che vi fossero non meno di 6.000 ristoranti al tempo.
In epoca Edo, quasi tutti i cittadini comuni vivevano in “nagaya”, o case a schiera. Ben 500.000 persone hanno vissuto in circa un sesto della superficie totale della città, e quasi il 70% di questi in “nagaya”. Le famiglie occupavano spazi ristretti di circa sei tatami di dimensione (un tatami è di circa un metro per due), utilizzando un tappetino da quattro per il soggiorno, dove conservavano la maggior parte dei loro averi. (Dipinti e modelli presso il Museo Edo-Tokyo mostrano varie scene di questo stile di vita. Ci sono anche modelli di pasti di quel tempo.) Oggi, il cibo giapponese mangiato in altri paesi, così come a volte in Giappone, si trova spesso allo stesso prezzo modesto dell’epoca. Il menu si chiama “ichijuissai”, e consiste in un pasto composto da minestra e un piatto principale, oltre al riso. Sia il samurai, sia la gente comune mangiano generalmente lo stesso tipo di piatto.
Ciò che è degno di nota è che, nella prima parte di questo periodo, il popolo giapponese mangiava solo due pasti al giorno: colazione e pranzo. Verso la fine dell'era Edo, la gente ha iniziato a mangiare alla sera uno spuntino semplice, considerato sempre più importante come segno di apprezzamento per la loro giornata di lavoro; da allora prese piede l’abitudine di fare tre pasti al giorno.
La gente del tempo usava un hakozen*** (una scatola contenente stoviglie) per il loro pasto. Una volta finito di mangiare, lavavano piatti e bacchette e li riponevano nella hakozen. Questo era dovuto all’abitudine di andare a lavorare il prima possibile. Erano sempre molto indaffarati, come indica anche la popolarità delle bancarelle di cibo. Anche così, e pur essendo relativamente poveri, potevano comunque sedersi a tavola tutti insieme e condividere quel poco che avevano: naturalmente i cibi erano di stagione, e solamente della relativa regione. In molti modi, la loro vita era simile al modello proposto da Slow Food: una vita ricca, con pochi mezzi.
L'epoca Edo è il periodo in cui molte cose, ormai considerate alla base della cultura giapponese, sono nate o si sono affinate: l’origine del Giappone come lo conosciamo oggi. In questo, ci sono indizi di quell’importante ''qualcosa'' che il Giappone contemporaneo sta cercando, anche se le parole e le forme di queste cose potrebbero essere nascoste.
L'epoca Edo e Slow Food: ci sono ancora molte cose da imparare. La chiave di volta che li collega, tuttavia, sarà il cibo.
* 1603-1867
** “Seto Inland Sea”
*** Lo zen è la mensa su cui viene sistemato il pasto per una persona. La hakozen è la scatola in cui sono riposti i piatti. |