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foto: Naama Szterenlicht 
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Le mani sanno essere espressive, ma bisogna prestare molta attenzione per notarlo. Più immediato da cogliere è il loro aspetto estetico: la loro dimensione, la relativa lunghezza delle dita, il tipo di unghie, e, la più evidente di tutti, lo stato della pelle.
Durante Terra Madre e Salone del Gusto ho partecipato a un paio di workshop di pesca-correlata ed ho avuto modo di conoscere alcuni dei pescatori. Provengono da paesi e culture diverse, e hanno personalità e aspetti molto diversi, ma tutti hanno profondamente a cuore la condizione dei mari e dei loro abitanti, e sono determinati a cercare un cambiamento. Alcuni sono disposti a combattere. Inutile dire che ho visto alcune mani molto interessanti.
I ragazzi delle ostriche, come mi piace chiamarli, avevano le mani apparentemente nelle peggiori condizioni: erano piene di piccoli tagli sanguinanti, gonfie e rosse. Ma questa non può essere considerata come una condizione normale, in quanto nessuno di loro apre ostriche per così tante ore al di fuori del Salone. Julio, pescatore cileno che si sta specializzando nel Presìdio Slow Food dell’aragosta, aveva le mani di medie dimensioni, ma erano forti a vedersi, in un modo difficile da spiegare, ma che ben si sposava con il suo look da semi-nativo latinoamericano ed il suo spirito entusiasta..
Le mani che mi hanno impressionato di più, tuttavia, appartenevano a Jan. Jan è un pescatore olandese che crede veramente nel proprio stile di vita, ed è desideroso di conservare il proprio modo di pescare, tradizionale e rispettoso dell'ambiente. Alla fine dell'ultimo giorno andai a salutarlo e a congratularmi per il suo operato; lui mi parlò ancora dei suoi sforzi, e poi mi fece vedere le sue mani, insistendo perché le toccassi.
Erano mani grandi, con pelle dura, callosa e con un paio di lividi. Il loro contatto non risultava intimo, non ho avvertito alcun legame personale, come ci si potrebbe aspettare quando si toccano le mani di qualcuno. Pareva piuttosto come se mi stesse offrendo di toccare uno strumento, attraverso il quale avrei dovuto capire qualcosa.
Ciò che voleva mostrarmi l’avevo già capito nei giorni precedenti, quando lo avevo sentito parlare con tanta passione durante le riunioni di Terra Madre, insieme alla sua compagna Barbara. Ma toccare quelle mani callose mi ha dato una sorta di sintesi di quanto già appreso, e ne ha riflesso l’essenza in modo perfetto: un ribelle laborioso con quel pizzico di follia necessaria per rimanere sani di mente nel mondo pazzo della pesca.

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