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foto: Shauna Ryan 
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Colorno è una cittadina tranquilla. Una domenica di sole, comunque, la città si è riempita di vita in occasione della mostra dei fiori di primavera, un evento che era molto di più che non fiori appena sbocciati, erbe profumate, piante in vaso e attrezzi da giardino.
Il giardino della Reggia è stato strasformato in un’appendice delle nostre classi dove si tengono lezioni e seminari.
Camminando tra le bancarelle ci siamo ritrovati a “insegnarci” reciprocamente, durante il nostro giorno libero, cose nuove su aromi, prodotti, sapori.
Uno stand vendeva forme e tranci di Parmigiano Reggiano, mentre un altro offriva vasi di basilico rosso. Barattoli di miele ci ricordavano i nostri laboratori di degustazione. Il miele di eucalipto dal gusto affumicato, l’amaro miele di erica, il trasparente e liquido miele di acacia ci hanno addolcito la giornata.
Accanto, uno stand che vendeva formaggi italiani ne esponeva uno avvolto nelle foglie di castagno: la Robiola di Roccaverano D.O.P.
Quindi abbiamo spiegato all’amico del mio compagno di stanza il significato della denominazione D.O.P., che sta per denominazione di origine protetta, e indica che la produzione e la preparazione sono tutte eseguite in un’area precisa e sono protette dalla legislazione europea.
Abbiamo quindi annusato insieme quella forma di Roccaverano e condiviso i nostri pensieri sugli aromi che sprigionava - cioccolato bianco, fieno fresco, aromi animali, ananas – e siamo andati a ricercare nella nostra memoria le indicazioni del docente Cristiano di Riccardis durante le lezioni sui formaggi.
“È molto importante tastare il formaggio con le dita, sollevarlo dal piatto e metterlo direttamente sotto il naso e annusarlo…” ci diceva De Riccardis. “Mentre lo degustate è ob-li-ga-to-rio tenere la bocca chiusa e masticare un paio di volte”. Quindi abbiamo osservato accuratamente i dettagli della crosta, dell’unghia e i colori di questo formaggio straordinario!
Altre bancarelle vendevano sementi, piante di fragole, sacchettini di tela con spezie aromatiche.
Abbiamo chiacchierato con un venditore veneziano di cioccolato.
E dato che eravamo nel cuore dell’Emilia Romagna, abbiamo pensato fosse necessario presentare al nostro ospite le specialità locali: Prosciutto di Parma, coppa (fatta con il collo del maiale) e diverse varietà di salumi, come la torta fritta, oltre a numerosi bicchieri di frizzante vino bianco.
Abbiamo discusso dei due giorni trascorsi a degustare 50 tipi di diversi di insaccati e salumi.
Poi abbiamo acquistato la focaccia di Genova perché è un Presidio Slow Food, un prodotto artigianale protetto e tradizionale.
Pieni di assaggi ci siamo poi distesi nell’erba del prato, approfittando dei caldi raggi del sole e guardando le famiglie con bambini che giocavano a rincorrersi, mentre le coppiette passeggiavano con sporte piene di acquisti del mercatino.
Dopo questa giornata mi sono reso conto di quanto abbiamo imparato nel corso delle nostre lezioni e nei laboratori di degustazione, ma non mi sarei mai aspettato di scoprirlo visitando un mercatino dei fiori. Abbiamo acquisito una migliore comprensione del cibo e una maggiore concezione della qualità.
Se si aprono i propri occhi e si approfitta di un’occasione inattesa, che sia nella piccola Colorno o altrove nel mondo, se ne può trarre vantaggio e ottenere più di quanto ti aspetteresti. |